giovedì 25 aprile 2024

I Rituali Wiccan

I rituali sono una specifica forma di movimento, manipolazione di oggetti o una serie di processi interiori designati a produrre degli effetti desiderati. Nella Wicca, i rituali sono cerimonie che celebrano e rafforzano la nostra relazione con la Dea, il Dio e la Terra.

Questi rituali non devono essere pianificati in anticipo, provati, o tradizionali, e neanche
devono aderire pedissequamente ad uno schema o forma particolare. Di fatto i rituali creati spontaneamente possono essere i più potenti ed efficaci.
Un rito Wiccan può consistere di un singolo celebrante che accende un fuoco, canta nomi
sacri, ed osserva il sorgere della Luna. Oppure può comprendere dieci o più persone, alcune delle
quali assumono vari ruoli in una rievocazione mitica, o recitano lunghi versi in onore degli Dei. Il
rito può essere antico, o scritto di recente. La sua forma esteriore non è importante finché non riesce
a raggiungere una consapevolezza delle divinità nei Wiccan.
Il rituale Wiccan di solito avviene nelle notti di Luna Piena e negli otto Giorni del Potere, le
vecchie feste agricole stagionali dell’Europa. I rituali di solito sono di natura spirituale ma possono
anche includere dei lavori magici.





La maniera migliore di apprendere la Wicca è di praticarla; così con il passar del tempo, eseguendo
rituali come quelli trovati sui testi o, ancora meglio quelli che scriverete da soli quando avrete raggiunto una certa pratica, vi farete un’idea della vera natura della Wicca.

Molte persone dicono di voler praticare la Wicca, ma poi si tirano indietro e si dicono che
non possono osservare il rituale della Luna Piena perché non hanno un insegnante, non sono iniziati, o non sanno cosa fare. Sono solo scuse. Se siete interessati a praticare la Wicca, fatelo e basta.
Per il Wiccan solitario, la creazione di nuovi rituali può essere una pratica eccitante. Potreste
passare tutta la notte con testi di riferimento, mettendo insieme pezzi di rituali ed invocazioni, o
semplicemente lasciando che lo spirito del momento e la saggezza delle Divinità vi riempiano con
l’ispirazione. Non importa come sono creati, tutti i rituali dovrebbero essere fatti per gioia, non per
obbligo.
Se desiderate, fate coincidere i vostri riti con le stagioni, le festività Pagane, e le fasi della
Luna. Se vi sentite particolarmente attratti da altri calendari sacri, sentitevi liberi di adattarli. Ci sono stati adattamenti molto ben riusciti con Wiccan che utilizzano sistemi egizi, nativi-americani, hawaiani, babilonesi, ed altri sistemi magico-religiosi. Anche se la maggior parte della Wicca è stata, fino a poco tempo fa, principalmente basata sul sistema europeo e britannico, questo non ci deve limitare.
Come Wiccan Eclettici siate liberi di fare ciò che ci pare. Se i rituali funzionano e piacciono,
perché preoccuparsi?

Alcune parole sulla preparazione dei rituali

Prima di tutto è necessario accertarsi di non essere interrotti durante il rito.
Se siete in casa dite alla vostra famiglia che sarete occupati e che non dovete essere disturbati. Se
siete soli staccate il telefono, chiudete la porta e tirate le tapparelle, se volete. È meglio assicurarsi
di essere soli e tranquilli dall’inizio alla fine.
In genere si inizia con un’abluzione rituale. Questo ha in parte un aspetto psicologico: essere puliti e rinfrescati dalle preoccupazioni della giornata, vi farà sentire a vostro agio nel contattare la Dea ed il Dio.
La purificazione rituale è una caratteristica comune a molte religioni. Nella Wicca, l’acqua viene vista come una sostanza purificatrice che  libera dalle vibrazioni perturbatrici date dalle
tensioni quotidiane e consente di presentarsi fronte alle Divinità con purezza di corpo, oltre che
purezza di pensieri,
Ad un livello più profondo, l’immersione in acqua ci collega con i nostri ricordi più ancestrali. Farsi un bagno in una vasca di acqua fredda e salata è simile a fare una passeggiata tra le
onde del sempre accogliente oceano, il dominio della Dea. Questa preparazione predispone spiritualmente e fisicamente per l’esperienza
successiva.

Una volta purificati dall’acqua, è ora di vestirsi per il rituale. Tra molti Wiccan
la nudità è lo stato consigliabile in cui invocare le divinità della natura. Sicuramente è vero che è la
condizione più naturale in cui il corpo umano si possa trovare, ma la nudità rituale non è per tutti.
La Chiesa ha fatto tanto per instillare pensieri di vergogna per quanto riguarda la figura umana
svestita. Queste emozioni distorte ed innaturali sopravvivono ancora oggi.
Si danno molte ragioni per l’insistenza sulla nudità rituale.
Se è vestito, un Wiccan produce una magia efficace proprio come quella prodotta da un
Wiccan nudo. I vestiti non sono una barriera al trasferimento di potere.
Una spiegazione più convincente della nudità rituale Wiccan dice che è usata per il suo
valore simbolico: la nudità mentale, spirituale, ed anche fisica di fronte alla Dea ed al Dio
simboleggia l’onestà e l’apertura del proprio intento. La nudità rituale è stata praticata in molte religioni antiche e si trova ancora oggi sparsa in alcune zone del mondo, quindi non è veramente una novità, tranne che per alcuni Occidentali.

Tra molti Wiccan sono popolari dei vestiti speciali come toghe e tabarri. Danno molte
spiegazioni per l’uso delle toghe, una delle quali è che infilarsi indumenti indossati solo per la
magia conferisce una atmosfera mistica a certi rituali, e modifica la sposta consapevolezza verso le
azioni che state per intraprendere, promovendo quindi una coscienza rituale.
Si usano anche i colori per le loro vibrazioni specifiche. La lista in basso è un buon esempio
per i colori delle toghe. Se fossi particolarmente interessato ad una magia con le erbe, o se dovessi
eseguire un rituale per fermare la proliferazione degli impianti e delle armi nucleari, potrei indossare una toga verde per aiutare ad armonizzare il mio rituale con le energie della Terra. Le persone che hanno buone capacità manuali possono anche fabbricare da se o indossare toghe specifiche per certi incantesimi o cicli di incantesimi, secondo la descrizione data sotto.



Giallo è un colore eccellente per chi pratica la divinazione.
Viola è preferito da quelli che lavorano con il potere divino puro (maghi) o che vogliono
approfondire la loro consapevolezza spirituale della Dea e del Dio.
Blu è adatto per i guaritori e per quelli che lavorano con la loro consapevolezza psichica o
per quelli che vogliono armonizzarsi con la Dea nel Suo aspetto oceanico.
Verde dà forza a chi pratica erboristeria ed ecologia magica.
Marrone viene indossato da chi si armonizza con gli animali o lancia incantesimi per essi.
Bianco simboleggia la purificazione e la spiritualità pura, ed è anche perfetto per i rituali di
meditazione e pulizia. Si indossa nelle celebrazioni per la Luna Piena, o per
armonizzarsi con la Dea.
Arancione o Rosso questi colori per le toghe possono essere indossati nei Sabbat, per i riti
protettivi o quando ci si armonizza con il Dio nel Suo fiero aspetto solare.
Nero le toghe nere sono molto popolari. Contrariamente ai fraintendimenti popolari, il nero
non simboleggia il male. È l’assenza del colore. È una tonalità protettiva e
simboleggia la notte, l’universo e la mancanza di falsità. Quando un Wiccan indossa
una toga nera, si veste con l’oscurità dello spazio profondo – simbolicamente la fonte suprema dell’energia divina.

Alcuni Wiccan indossano toghe con cappucci, per isolare le
interferenze esterne e per controllare la stimolazione sensoriale durante il rituale. Questa è una
buona idea per la magia o la meditazione, ma non per un rito religioso Wiccan, quando dovremmo
aprirci alla natura piuttosto che tagliare fuori la nostra connessione con il mondo fisico.



Gli oggetti di potere ed i gioielli rituali possono veramente ricordarci della Dea e del Dio, ed
essere simboli delle nostre abilità. Ma credo che non dovremmo permettere ad essi di diventare
qualcosa in più di questo. Se io stabilissi che un gioiello (un anello, un ciondolo, una punta di quarzo, etc.) fosse un mio oggetto di potere, il mio collegamento con gli Dei, l’assicurazione della mia buona fortuna, mi
sentirei distrutto se me lo rubassero, se lo perdessi o se non lo ritrovassi.

mercoledì 24 aprile 2024

LE MASCHE - Le Streghe piemontesi

 


"Masca" è un termine dialettale piemontese che indica la "strega", tipico di Langhe e Canavese.
La "masca", secondo le credenze popolari, è in possesso di facoltà naturali ed opera incatesimi, toglie o indirizza fatture, utilizza medicamenti strani ed eredita la conoscenza dei poteri per via matrilineare dalla madre o dalla nonna. Oltre ai poteri ereditati per via orale, la strega eredita anche il "Libro del Comando", dove con inchiostri di vari colori sono riportati formule e incantesimi.






Nell'immaginario collettivo piemontese, le "masche" hanno un volto sgradevole, la pelle ruvida e scura, la fronte bassa e scavata da diverse rughe. Insomma, la vera immagine della strega cattiva delle fiabe di quando eravamo piccoli. Niente a che vedere con l'arcigna ma affascinante matrigna di Biancaneve.
Nonostante ormai il potere di autosuggestione tipico del pensiero popolare, si sia nel corso del tempo affievolito con l'ingrandirsi delle città e dell'evoluzione industriale, in Piemonte pregiudizi e scaramanzie sono ancora largamente diffusi.
Le streghe putroppo non sono appartenute solo alla fantasia ed anche il Piemonte possiede la sua triste realtà legata ai processi per stregoneria. L'immagine dei crimini commessi realmente o partoriti dalla fantasia di irragionevoli giudici della Chiesa e dei tribunali, portavano ad una sorta di esaltazione e dilatazione dei processi che a loro volta coinvolgevano interi paesi. La donna accusata di stregoneria veniva vestita di un camice bianco e portata in corteo fino al luogo dell'esecuzione.
Un documento del 1474 rinvenuto tra le carte dei conti Valperga di Rivara, ci informa che il 23 settembre 1472, a Forno di Rivara vennero bruciate tre donne del luogo, si sa soltanto che si trattava di tre sorelle. Un altro documento sempre del 1474, riporta invece ben 55 capi d'accusa rivolti a quattro donne di Levone:
Antonia De Alberto, Francesca Viglone, Bonaveria Viglone e Margarota Braya la quale riuscì a fuggire ed a evitare il rogo.
A Pollenzo, si narra ancora oggi la leggenda della strega Micilina. Siamo nell'anno 1544 e Micaela Angiolina Damasius, detta appunto Micilina, avanza avvilita per le angherie subite, tra la folla. La poverina venne accusata di stregoneria e condannata al rogo, venne portata su un carro trainato da due buoi bianchi, alla sommità di una brulla collinetta e legata ad un vecchio castagno. La leggenda però vuole che la donna liberatasi dal bavaglio avvolta tra le fiamme, urlasse una maledizione al popolo che la guardava attonito:
"Maledetti! Non saranno le fiamme a liberarvi di me, verrà una tremenda guerra che vi sterminerà che terminerà solo quando questi due buoi torneranno bianchi!". A quel punto si udì un tremendo fragore e i due buoi che l'avevano trainata fin lì, da bianchi che erano divennero rossi come il fuoco ed impazziti si lanciarono contro la folla urlante. Ancora oggi su quella collina si possono notare delle strane macchie rosse sul terreno: si dice che sia il sangue della povera Micilina.
Oggi le cose sono per fortuna molto cambiate e moderne streghe possono vivere alla luce del sole, ben integrate nella comunità locale. Come a La Morra, per esempio, dove due anziane signorine operano da anni i loro sortilegi (tra cui abbondano, si dice, i malefici...) essendo note a tutti e frequentando assiduamente la Chiesa e le suore del luogo.
Che lo si legga in positivo, come manifestazione della tolleranza della nostra epoca, o in negativo, come decadenza del rigore di fede e religione, resta comunque un eloquente segno dei tempi.

Seicento anni di inquisizione a Ferrara

 

Erano anni difficili quelli che abbiamo lasciato alle nostre spalle appena un secolo e mezzo fa. Ci è voluta l’annessione della città al Regno d’Italia per porre fine al feroce tribunale della Santa Inquisizione, attivo a Ferrara almeno dal 1265. Fu abolito e ripristinato varie volte, nei suoi periodi migliori il potere che aveva nello Stato estense si estendeva anche a Modena e Reggio Emilia, e non erano rari i casi di confessioni estorte con la tortura senza prove di accusa.

La Biblioteca Ariostea, tra le centinaia di migliaia di opere che custodisce, ci offre al proposito un documento interessante, il ‘Libro dei giustiziati’, una vera e propria raccolta di verbali stilati dagli inquisitori. 853 condanne a morte in pieno Rinascimento, tra il governo di Niccolò III e quello di Alfonso II, non solo per eresia o crimini contra Dei, ma anche per reati legati alla sfera civile, come furti e omicidi. E quanto a eresie o culti proibiti, c’è da dire che Ferrara non si lasciava mancare niente, tra Templari, catari ed ebrei!
Il ‘Libro dei giustiziati’ ci riserva però anche un’altra sorpresa: tra tutti i nomi riportati, solamente ventidue sono femminili, contribuendo a sfatare il mito della caccia alle streghe. L’Inquisizione, nella sua storia ferrarese, si è spesso rivelata magnanima con le donne e non si fa fatica a trovare casi di ragazze liberate dopo che avevano abiurato.
Che si trattasse di donne o uomini, tutti i processi si tenevano tuttavia in un luogo ben definito, una chiesa naturalmente, ancora oggi in piedi nonostante sia stato l’edificio religioso più devastato dal sisma del 2012 nella nostra città. Una vela del campanile di San Domenico, infatti, a causa del terremoto si è staccata, sfondando il tetto e finendo all’interno della costruzione. Le esecuzioni, invece, avvenivano nella piazza di fronte alla facciata, ben visibili dalla popolazione.

Vicolo del Chiozzino (Ferrara)


L’edificio, un tempo appartenente a un intero complesso domenicano, venne eretto nel 1726 al posto di una chiesa più antica, orientata, come spesso accadeva in passato, sull’asse Ovest-Est: si entrava con l’oscurità di Ponente per avvicinarsi alla luce dell’altare rivolto a Levante. La costruzione attuale ha l’orientamento opposto, ma della vecchia chiesa, risalente al XIII secolo, rimangono il campanile e la cappella Canani, ovvero la primitiva struttura absidale. All’interno, la chiesa ci accoglie con varie meraviglie: si passa dai dipinti di importanti artisti ferraresi, quali lo Scarsellino o Carlo Bononi, al magnifico coro ligneo del 1384, uno dei più antichi della regione, fino ad arrivare al pavimento quasi interamente ricoperto di lapidi sepolcrali antiche.
Noi oggi guardiamo tutto questo con gli occhi dello stupore e del fascino, ma se ci immaginiamo la reale funzione di ciò che resta, l’atmosfera cambia drasticamente. Una vicenda, in particolare, attirerebbe l’attenzione di chiunque: è quella del mago Benato. Accusato di utilizzare la propria magia contro il marchese Leonello d’Este, venne condannato a morte e bruciato sul rogo. Consumatosi il fuoco, però, un terribile terremoto si abbatté sulla città e qualcuno pensò a Lucifero o alle forze degli inferi.
Ma non è questa l’unica storia a nascondere del macabro. Il 1744 è l’anno in cui a Mantova vide la luce un futuro fisico e ingegnere, Bartolomeo Chiozzi, giunto presto a Ferrara, dove prese casa in un grande e curato palazzo. Un giorno, rovistando in cantina, trovò un libro di formule magiche per invocare il demonio. E a questo punto le fonti si dividono: da un lato, sembrerebbe che Chiozzi avesse un fedele servitore di nome Magrino; dall’altro, pare che Magrino fosse addirittura il nome del diavolo che si materializzò dopo le invocazioni dello studioso. Dopo aver venduto l’anima al demonio, comunque, ed essersene pentito, mago Chiozzino, come iniziava a chiamarlo la gente, si recò alla chiesa di San Domenico per purificarsi, contro la volontà di Magrino, servo o diavolo che fosse, che per la rabbia assunse forma caprina e diede una zampata sulla porta.

La zampata del Diavolo "Magrino" detto l'Urlone


E ancora oggi, nell’attesa di poterci entrare, fermiamoci davanti all’entrata laterale. L’impronta del diavolo è il ricordo di esseri umani torturati e uccisi da altri esseri umani, un monito austero e tangibile per il futuro.

lunedì 22 aprile 2024

L'uomo come microcosmo

L’uomo non è solo una semplice manifestazione di processi fisico-chimici e psicologici, ma è anche il risultato della relazione con ciò che lo circonda in terra ed in cielo. L’uomo deve essere considerato in un’ottica più ampia che lo vede un microcosmo nel macrocosmo. In questo modo si può veramente avere una visione olistica e completa dell’essere umano.


Non possiamo non tenere conto che l’azione delle forze cosmiche, dei pianeti e degli astri non abbiano un’influenza anche sui processi di sviluppo del corpo, della psiche sin dalla vita intrauterina alla senilità.


Osservando i fenomeni naturali, l’alternarsi del giorno e della notte, il ciclo delle stagioni e la vita stessa delle piante ed animali, si capì che erano influenzati dall’apparizione in cielo di certe costellazioni.


Si era osservato persino che il decorso di certe malattie o epidemie potevano essere causate da una posizione o moto dei pianeti. I disturbi e l’astrologia viaggiavano sempre insieme e di conseguenza piante e pianeti orbitavano nella stessa dimensione, quella della cura.


Lo scorrere della vita era scandito ed influenzato dalla danza e movimento dei corpi celesti. Prima della biologia e della chimica moderna la medicina si serviva solo di diagnosi e trattamenti terapeutici basati proprio sulla teoria che le costellazioni e i pianeti avessero un influsso particolare su tutte le cose esistenti: minerali, vegetali, animali e sull’uomo.


Secondo questa teoria ognuno dei 7 pianeti allora conosciuti, possedeva una qualità, una virtù specifica.  Attraverso dei segni era possibile riconoscere la corrispondenza terrestre di un corpo celeste. Era la Teoria delle Segnature. Questa teoria fu elaborata per individuare nella Natura queste relazioni ed anche i loro legami terapeutici.




Si osservava una pianta nel colore del suo fiore, la forma delle foglie, la forma del fiore etc. ed in base alle sue caratteristiche si risaliva alla qualità di un pianeta che era segnalato dal quel colore o da una forma specifica. Individuate quindi le qualità dei pianeti e le piante adatte e corrispondenti, potevano utilizzare le erbe come rimedi terapeutici per ristabilire e mantenere la salute non solo fisica ma anche con l’influsso benefico del pianeta stesso corrispondente.

La relazione di ogni pianeta con l’uomo, le piante e le loro qualità

 Le sostanze minerali, vegetali, animali non hanno solo l’influsso dei corpi celesti, della loro posizione e il moto ma possiedono anche le loro qualità che vengono applicate ai quattro elementi (acqua terra aria fuoco) e alle loro virtù (caldo/freddo, secco/umido) che le compongono.


Nel corpo umano gli influssi planetari governano organi specifici secondo cui ogni parte anatomica del corpo umano è in relazione ad un segno zodiacale e di conseguenza ad un pianeta. Questo legame è stato studiato ed espresso in un linguaggio simbolico dell’astrologia.


Esiste quindi di conseguenza anche una relazione tra i pianteti, i metalli e gli organi.


1. Sole

Il sole è in relazione con il CUORE dell’uomo, con la sua personalità e carattere. E’ l’espressione del principio maschile, generatore del ritmo vitale. Il suo elemento terrestre è il fuoco.


Le piante corrispondenti sono quelle con i fiori gialli (calendula iperico tarassaco) , che seguono la direzione del sole e con le foglie a forma di cuore . Nel corpo umano distribuisce calore e forza vitale ed è collegato all’organo Cuore, agli occhi e alle energie vitali.


2. Luna

La luna rappresenta l’anima. Oltre che influire con le sue fasi lunari le maree ed i cicli riproduttivi, agisce sul campo dell’ereditarietà, la riproduzione e fecondità. È l’espressione del principio femminile. Il suo elemento è l’acqua. Nell’uomo controlla tutte le funzioni elettrolitiche, il sistema linfatico (liquidi e umori) testa, cervelletto, cellule embrionali, lo stomaco ed il ciclo mestruale.


La qualità della Luna è fredda e umida. Le piante associate a questo astro sono quelle con piccoli fiori bianchi o giallo pallido(gelsomino), piante con foglie succose (salvia), foglie argentate o a forma di luna o piante che vivono in prossimità dell’acqua (ninfea). 


3. Marte

Marte rappresenta il valore, la disciplina, l’AZIONE, l’impulso, la forza. Influisce sui muscoli e la bile.  È l’espressione dell’energia finalizzata, lo sforzo la volontà. Porta caratteristiche come l’attività, l’aggressività, l’impulsività ed una forte sensualità.


Nel corpo influisce sulle difese immunitarie, sul sistema muscolare ed il sangue, sulla sessualità maschile, le arterie, le gambe e gli organi sessuali maschili. Il suo elemento non poteva che essere il fuoco. Piante che rappresentano l’energia di Marte sono quelle con spine o aculei (cardo mariano e rusco) o irritanti (ortica cipolla aglio).


4. Mercurio

Mercurio rappresenta il processo digestivo e la respirazione. È legato All’intelligenza, ad una mente brillante, alla comunicazione. È il principio della comunicazione. L’elemento che gli appartiene è l’Aria. Le sue caratteristiche sono l’eccitabilità, l’impulsività ed il nervosismo.


Nel corpo umano governa polmoni e sistema nervoso, arti superiori, la lingua e la bocca. Le Piante legate a Mercurio sono quelle con foglie pelose (verbasco), che ricordano le cellule cigliate delle mucose dei polmoni e che agiscono sul sistema nervoso (lavanda camomilla).


5. Giove

Giove rappresenta la saggezza ed agisce sul funzionamento e formazione del fegato. È il Principio della potenza e del comando, della vitalità espansiva, della crescita e della stabilità. Il suo elemento è l’aria. Ha come caratteristiche l’espansività, l’energia e l’elasticità. Nel corpo influisce nel fegato, nella circolazione arteriosa, elasticità dei tessuti, nutrizione e assimilazione. Le Piante che ricordano la forma del fegato o che agiscono beneficamente su di lui, con fiori blu (cicoria melissa) rappresentano Giove.


6. Venere

Venere rappresenta lo sviluppo personale e la femminilità, la bellezza, l’amore. Agisce sul funzionamento dei reni. Rappresenta la forza che attrae e genera. È l’energia femminile nel suo aspetto sensuale e affettivo. Ha come elemento l’aria. Ha come qualità la femminilità il nutrimento e la fertilità. Governa la circolazione venosa, il sistema endocrino, gli organi sessuali femminili, la pelle e regola gli ormoni femminili.  Le Piante come la rosa, la bardana e tutti gli alberi da frutto sono piante di Venere.


7. Saturno

Saturno è l’IO, l’individualità spirituale la profondità e solidità in senso ampio del termine (rappresenta due aspetti della stessa medaglia la vita e la morte). Influisce sulle parti più solide come lo scheletro, ma anche nella produzione del midollo e di conseguenza il sangue. Quindi la Milza è un organo fortemente influenzato da Saturno. Porta concentrazione, conservazione, distacco, solitudine ed introversione. L’elemento è la terra.




Le sue caratteristiche sono: freddezza, lentezza, pesantezza, austerità. Governa lo scheletro, i denti, le cartilagini e le articolazioni. Le Piante di Saturno sono quelle che agiscono sul sistema osteoarticolare (equiseto), che hanno una forma come la colonna vertebrale e quelle con bacche nere (ribes nigrum).


Ci sono poi, quattro aspetti costitutivi dell’uomo che non sono separati ma interagiscono tra di loro:

Corpo fisico o materiale, in relazione al regno minerale (si rispecchia in sé stesso)

Corpo eterico o vitale, in relazione al regno vegetale (sistema ghiandolare o linfatico)

Corpo astrale, che rappresenta la sfera dei sentimenti e delle emozioni, in relazione al regno animale (sistema nervoso)

Corpo spirituale o “Io”, che caratterizza l’originalità di ogni uomo (si riflette nel sangue umano)

L’uso delle piante come rimedio, tenendo conto delle corrispondenze tra piante, pianeti, organi e funzioni e la loro influenza sull’organismo umano in tutti i 4 i suoi corpi, è  come abbiamo visto antichissimo.


Nulla è cambiato dal quel sapere antico. La differenza sta nel fatto che abbiamo dimenticato chi siamo e che siamo in relazione al Tutto. Ci siamo dimenticati che siamo in relazione al macrocosmo. Ce ne ricordiamo solo in alcuni casi, come per esempio quando abbiamo la necessità di conoscere le maree o calcolare la data presunta dei parti seguendo la Luna.


Forse la Luna è l’unico corpo celeste che teniamo ancora in considerazione … almeno quello, dato che rappresenta la nostra ANIMA.

La Dea pagana

 



Noi riconosciamo la Dea nel paganesimo come antica e primitiva, la prima degli dei, patrona della caccia e dei primi germogli. Lei da la vita senza il bisogno di un uomo e sotto la sua guida le mandrie furono addomesticate, le prime erbe officinali furono scoperte, le prime pietre votive furono innalzate.


Lei è il ponte su cui possiamo attraversare gli abissi della nostra anima, è l’imbarcazione su cui navighiamo le acque del profondo Sè, esplorando i mari sconosciuti in essi.

Lei è la porta attraverso la quale noi attraversiamo la vita.


Lei è il calderone in cui noi che siamo esuli veniamo rimescolati fino a tornare interi. Lei è il passaggio attraverso il quale rinasciamo.


Nella stregoneria, noi non crediamo nella Dea, noi ci ricongiungiamo con essa attraverso la luna, le stelle, i mari, la terra, gli alberi, gli esseri umani e noi stessi. Lei è qua. Lei è in noi tutti. Lei è il cerchio pieno: terra, aria, fuoco acqua e essenza – corpo, mente, spirito, emozioni e cambiamento.


La Dea è prima di tutto terra, oscurità, madre prodiga che porta innanzi la vita. Lei è la potenza della fecondità e delle generazioni: il ventre, e anche la tomba, la potenza della morte. Tutto inizia da lei, tutto ritorna a lei.

Come la terra, Lei è anche la natura: gli alberi, le erbe e il grano che sostengono la vita. Lei è il corpo e il corpo è sacro. Ventre, petto, ombelico, bocca, vagina, pene, ossa e sangue – nessuna parte del corpo è sporca, nessun aspetto della vita è macchiato dal peccato.

La nascita, la morte, il declino sono ugualmente parti sacre del ciclo. Sia che noi stiamo mangiando, dormendo, facendo l’amore, stiamo manifestando la Dea.


La Dea Madre è anche aria e cielo, la celestiale regina del paradiso, la Dea Stellare, sovrana delle cose percepite ma non viste: la conoscenza, la mente e l’intuizione. Lei è la Musa che risveglia ogni creazione dello spirito umano. Lei è l’amante cosmica, la mattina e la stella serale, Venere, che appare nei mesi dell’amore.


La Dea celestiale è vista come la Luna ed è collegata al ciclo mensile femminile. La donna è la luna terrestre; la luna è l’uovo celestiale che va alla deriva nel ventre del cielo, il cui ciclo è la pioggia fertile e la fresca rugiada, che regola le maree degli oceani, il primo ventre sulla terra. Così la luna è anche la Signora delle Acque: le onde del mare, i ruscelli , le cascate, i fiumi che sono le arterie della Madre Terra, dei laghi, dei pozzi profondi e delle piscine nascoste.


L’elemento trivalente della luna diventa il pentacolo, la stella a cinque punte della nascita, iniziazione, amore, riposo e morte. La Dea è manifestata in tutto il ciclo della vita.


La natura della Dea non è mai sola. Quando appare, Lei incarna entrambi i poli del dualismo – la vita nella morte, la morte nella vita. Lei ha un migliaio di nomi, un migliaio di aspetti, Lei è la mucca da latte, il ragno tessitore, l’ape con il suo pungiglione. Lei è l’uccello dello spirito e la scrofa che si mangia i suoi stessi piccoli. Lei è il serpente che cambia pelle e rinasce, il gatto che cerca nel buio, il cane che ulula alla luna – tutti sono Lei. Lei è la luce e l’oscurità, la padrona della vita e della morte.

venerdì 5 aprile 2024

Una nuova Bacchetta Magica! Benvenuta Parvus Magus!

Semplice, quasi dozzinale, ma con quei particolari in oro che la impreziosiscono e la rendono elegante, adatta a Maghi alle prime armi ma decisi e tenaci.

Fabbricata interamente in legno di frassino è interamente vergine e da programmare per le necessità Ritualistiche di chi ne entra in possesso, tenendo conto che è stata lavorata in un unico giorno ed in Luna calante. In allegato anche il Propitia Momentum Constructione








lunedì 19 febbraio 2024

La Triplice Luna


«... loro ti chiamano Ecate,

dea dai molti nomi, Mene,

Artemide lanciatrice di dardi, Persefone,

Signora dei cervi, luce nel buio, dea dai tre suoni,

dea dalle tre teste, Selene dalle tre voci,

dea dal triplo volto, dea dal triplo collo,

dea delle tre vie, che tiene,

la fiamma perpetua in tre contenitori,

tu che offri la tripla via,

e che regni sulla tripla decade.»

Oggetto cultuale della Tradizione Wicca e Pagana, la Triplice Luna non può mancare tra gli Strumenti Magici di ogni Strega o Stregone. In legno scolpito e dipinto in nero e oro.

La religione Wiccan ed anche altre correnti neopagane credono che tempo prima della diffusione dei culti monoteistici, la Dea triplice impersonasse i tre aspetti della Dea Madre (o Madre Natura, o Grande Dea), anticamente distinta da Gaia, la Madre Terra (la Magna Mater romana), a cui però venne in seguito assimilata.

Questa rappresentazione della Dea della tripla luna mette in risalto le fasi lunari e attribuisce alle fasi della luna l'evolversi della femminilità. In alcune credenze sono associate anche i cicli naturali della nascita, della vita e della morte. Il ritmo lunare e femminile è di circa 28 giorni, motivo per cui in passato, ma anche nei giorni nostri, la luna è stata associata direttamente all'energia Femminile.




I tre aspetti della Dea sono la Giovane, pura e rappresentazione del nuovo inizio; la Madre, generatrice della vita, disponibile e compassionevole; e la Vecchia Saggia, rappresentante il culmine della vita nella totale conoscenza ed esperienza. Questi aspetti rappresenterebbero il ciclo della vita: nascita, vita e morte, che si riproducono all'infinito in un cerchio continuo.

In alcune religioni neopagane che hanno inglobato il concetto della Dea triplice spesso i tre ruoli vengono assegnati a varie dee.

La Giovane

La giovane rappresenta la nascita, lo sviluppo futuro, l'incanto, il principio femminile. Dee identificate in questo aspetto possono essere: Brigid, Nimue, Durgā, Verdandi, Atena, Artemide e altre.

La Madre

Rappresentante la fertilità, l'equilibrio, il potere, la misericordia. Può essere identificata con: Aa, Ambika, Cerere, Astarte, Selene, Lakshmi, Urd, e altre.

La Donna anziana

Rappresentante la saggezza, il riposo e la compassione può essere identificata con: Hel, Maman Brigitte, Oya Yansa, Skuld, Sedna, Kālī, Ecate e altre.


Così nel simbolismo della Triplice Luna (Aspetto della Triplice Dea) vediamo che la luna crescente a sinistra rappresenta la fanciulla, il momento in cui si è giovani e quindi associato all'apprendimento della propria spiritualità. La luna piena al centro rappresenta la madre, il momento di massimo sviluppo della personalità e delle responsabilità. La luna crescente calante rappresenta la donna anziana, simbolo di saggezza e di fase terminale della sua vita.

venerdì 16 febbraio 2024

Witch case per Wiccan tools

Comoda valigetta per Wiccan tools, Spell Jar, Smudge, Pergamene, le vostre Bacchette Magiche, Incensi, Erbe, Cristalli e tutto ciò che vi occorre per compiere i vostri Rituali!

Completamente in legno e decorata con caratteri Thebani che mantengono protetti i vostri Strumenti dell'Arte! Inutile dire che ogni Strega o Stregone dovrebbe averne una!



mercoledì 31 gennaio 2024

Gazzetta della Bottega Magica - Speciale Imbolc

Come di consueto Bottega Magica, pubblica ad ogni Sabbat, una Rivista con tematiche inerenti la Magia, i ragguagli sul Sabbat da festeggiare, articoli su Folklore tanto altro.

Per Imbolc ho pensato di toccare argomenti sui Simboli legati al Femminile, sulla Candelora, sulle Diciannove Fiamme di Brigit, ed altri ancora.

Buona Lettura a tutti e Buon Imbolc!

Gazzetta della Bottega Magica - Speciale Imbolc



martedì 23 gennaio 2024

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